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30 aprile 2012 ,

Radio Moscow

12 aprile 2012, Spazio 211, Torino


Radio Moscow LIVE TORINOIl loro ultimo album del 2011 "The Great Escape of Leslie Magnafuzz” è stato considerato da molti, inclusa chi scrive, una delle migliori uscite dell'anno. Propone una miscela potentissima di acid-blues, suoni hard e psichedelici che ti proietta immediatamente in quel momento di passaggio tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 in cui l'eredità proto-punk e psichedelica dei sixties cominciava ad evolvere verso l'hard rock del decennio successivo. I nomi di riferimento sono i Cream, i Blue Cheer, il Jeff Beck Group, la Jimi Hendrix Experience, i primi Led Zeppelin,  sempre filtrati attraverso la lente dell'hard anni '70. “The Great Escape” suona così ed è un gran bel disco. Quello che scopriamo con piacere nel live torinese della band è che i Radio Moscow suonano così anche dal vivo. Normale? Non tanto, visto che non di rado quando si vede una band live ci si trova davanti a suoni completamente diversi da ciò che si ascolta su disco, di solito più grezzi rispetto alle raffinatezze dell'album.

 

Invece i Radio Moscow dal vivo suonano proprio come su disco, virtuosismi di chitarra compresi. Ed è la prima cosa che colpisce, quanto sia pulito e potente il loro suono anche dal vivo. La seconda è l’entusiasmo con cui suonano. Si divertono i tre giovani rocker provenienti dall’Iowa, si divertono come dei bambini a suonare e trasmettono quell’entusiasmo al pubblico, purtroppo non foltissimo ma in grado di ricambiare tanta passione con applausi e urla di approvazione alla fine di ogni pezzo. Parker Griggs dopo ogni assolo di chitarra alza la testa verso i suoi compagni e sorride, soddisfatto, felice. E giocano anche con il pubblico quando il bassista, Billy Ellsworth, circa a metà concerto, scende dal palco, birra in mano, e me lo ritrovo al fianco, ad assistere e applaudire anche lui, tra noi del pubblico, alla performance degli altri due rimasti sul palco. Il loro concerto inizia verso le 23.30, dopo il gruppo di spalla, i Brain Pollution, buon quartetto torinese di grunge-rock, e dopo un intermezzo musicale di sottofondo a base di Black Keys, che ci fa ricordare come sia stato proprio Dan Auerbach, voce e chitarra del duo rock-blues, a scoprire la band e produrre il primo, omonimo album dei Radio Moscow nel 2007.

 

La scaletta comprende brani per metà tratti da “The Great Escape” e per l'altra metà dai primi due album. Si apre con I don’t need nobody uno dei pezzi più belli dell’ultimo lavoro insieme alla splendida e sinuosa Creepin’, che arriva, puntuale, come quinto brano del live, dopo Speadfreak e  due brani da “Brain Cylcles”, il loro secondo album del 2009, The EscapeBroke Down. Poi suonano alcuni pezzi dal primo album Lucky Dutch, Frustrating Sound, Black Boot e Mistreating Queen, alternati ancora a un paio di gemme da “The Great Escape”, come la vorticosa Little Eyes e Densaflorativa, in cui la chitarra di Griggs ricorda incredibilmente il suono di cornamusa delle ballate tradizionali scozzesi. Suonano per un’ora, incluso il bis, troppo poco, ma questa sembra ormai un’abitudine consolidata tra le giovani band americane e ogni volta non posso fare a meno di chiedermi il perché, visto che i Radio Moscow non sono al primo album ma al terzo e dunque di materiale ne hanno; e non posso fare a meno di pensare a certi concerti in cui musicisti non più giovani tengono il palco per ben più tempo (un esempio su tutti, i Sonics, età media sui 60 anni, forse più, che hanno suonato per oltre due ore al Bronson di Ravenna).

 

Probabilmente dipende dal fatto che i Radio Moscow hanno avuto una line-up piuttosto instabile nel corso del tempo, a parte Griggs, ma di certo non si può dire che lo facciano perché se la tirano. Tutt’altro. Prima del concerto si sono mescolati tra il pubblico ad ascoltare il gruppo di spalla e non passano certo inosservati data la loro altezza decisamente sopra la media: dopo essere scesi dal palco si fermano a chiacchierare e a firmare dischi, flyers e giubbotti (!) per i fans. Quando, poi, dopo la foto di rito, dico a Parker Griggs che il loro ultimo album mi è piaciuto molto e che dal vivo li ho trovati Radio Moscow LIVE TORINOfortissimi, mi guarda con gli occhi contenti, quasi stupito, e mi ringrazia più volte. In quegli occhi e in quell’espressione si legge l’animo più genuino del rock, che molti – ahimè - dopo un po’ perdono, ed è quello che ti fa perdonare anche la breve durata del concerto. In attesa di poter ascoltare il primissimo album, “3 & 3 Quarters”, suonato tutto da Griggs nel 2003 e pubblicato per la prima volta il 17 aprile scorso, proprio pochi giorni dopo il breve tour italiano.

 

Foto di Rossana Morriello

 

 

Rossana Morriello
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