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7 agosto 2012

Negrita + Il Cile

23/07/12 , Piazza Grande, Arezzo


Negrita-la-tappa-del-Dannato-Vivere-Tour-conquista-ArezzoI ragazzi sono tornati in città. Il cuore di Arezzo li abbraccia e li coccola come figli, fratelli, amici. Paolo “Pau” Bruni, Enrico “Drigo” Salvi, Cesare “Mac” Petricich e Frankie “Ciccio” Li Causi incendiano Piazza Grande con raffiche di puro e genuino rock'n'roll. Il primo a dar fuoco alle polveri è il Cile. Anch'egli aretino DOC come del resto i membri della sua band. L'uomo di Cemento armato è l'apripista ideale. Molti sono lì anche per lui. Sono per il pubblico un'eccitante anteprima  Il mio incantesimo e Siamo morti a vent'anni, title track, quest'ultima, dell'omonimo album d'esordio la cui uscita è prevista per fine agosto. Molti cercano nei suoi testi se non una via d'uscita o una luce, almeno il conforto di una condivisione. Sono storie in cui protagonisti e luoghi sono familiari ai tremila che cantano e ballano laggiù, ai piedi del palco.

 

Storie e luoghi che anni prima la voce potente e aspra di Pau e le chitarre assassine di Drigo e Cesare hanno raccontato dalle cantine intrise di Stones degli inizi, passando per Arezzo Wave e l'esplosione del Primo Maggio '94 fino all'evoluzione odierna. Cambio apre il live act e Piazza Grande salta e canta all'unisono durante la tappa aretina del Dannato Vivere Tour. Pau è un grande frontman, arringa la folla e la guida in un crescendo di musica, divertimento e buone vibrazioni. Il libro in una mano, la bomba nell'altra: una foresta di mani ondeggia al richiamo del maestro di cerimonie che a muso duro e sensuale infiamma  la platea. Drigo regala assoli di gran classe e riff da manuale condivisiNegrita e intrecciati col “gemello” Cesare. Salvation, Il giorno delle verità e In ogni atomo avviluppano la folla danzante e felice. È una serata di musica e ricordi. I Negrita sono a casa. Li incontri per strada (come capita al sottoscritto) o in un bar del corso. La “falange capolonese”, caposaldo di fedelissimi fan, brucia corde vocali senza requie.

 

 

I ragazzi sono cresciuti e parlano ai ventenni di oggi (‘alzate il culo e andate a prendervi il vostro futuro!’). Si canta , si balla e ci si emoziona. Brucerò per te, scritta da Pau per la moglie Stefania, diventa un mantra collettivo seguito da dieci minuti di applausi che avvolgono palco e platea in un mantello di pura commozione. La delicata e graffiante Magnolia, Un giorno di ordinaria magia e Rotolando verso sud precedono di poco i bis: A modo mio, Mama maè, soprattutto  Ho imparato a sognare e Gioia infinita chiudono Negritaalla grande questa serata speciale, una serata aretina che vede raccogliere l'ovazione finale del pubblico oltre agli ottimi Cristiano della Pellegrina alla batteria e John Type alla consolle, due belle voci aretine, Laura Falcinelli e Marzia Neri che, a distanza di 14 anni, per l'occasione affiancano nuovamente il gruppo durante i bis. Se i Negrita passano dalle vostre parti andateli a trovare, non ve ne pentirete.

 

Maurizio Galasso

foto (C) Galasso-Meocci-Possenti


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