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2 luglio 2012

MEET IN TOWN

8-9 GIUGNO 2012, PARCO DELLA MUSICA, ROMA


meet in townIl MIT (Meet In Town), la due giorni di musica elettronica, live, dj set e performance, giunge alla sua terza edizione, nella splendida cornice dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il tempio della musica, progettato dall’architetto Renzo Piano, si prepara ad accogliere una line-up davvero di prim’ordine: Squarepusher, Atlas Sound, Sebastien Tellier, Mouse On Mars, Lindstrøm, James Blake, Brandt Brauer Frick, Dâm-Funk, Machinedrum, Theo Parrish, Com Truise, Afrika Bambaataa, Thundercat, Rocketnumbernine, Ghostpoet, Breton, Frank Sent Us live, installazioni audio-video e molto altro ancora.

 

 

 

 

 

8 GIUGNO

meet Com TruiseLa giornata di venerdì è una sorta di anticipazione per pochi eletti, un clubbing realizzato in un non-luogo underground come può esserlo il Garage dell’Auditorium, in una serata dedicata al revival degli anni ’80. Il primo ad esibirsi è il newyorkese Com Truise (all’anagrafe Seth Haley), che manipola le sonorità degli anni ’80 attraverso dosi massicce di synth, in quello che lui stesso definisce un “mid-fi synth-wave”. Un concerto piacevole che scorre via tra passaggi IDM ed una elettronica revivalista ma senza troppi sobbalzi emotivi. A scaldare l’ambiente ci pensa subito dopo il modern post-funk di Dâm-Funk, mentre Lindstrøm  verso le 2 di notte chiude la serata con sonorità che mescolano l’elettronica prog alla space-disco, in quella che può essere definita la dance-ambient del nuovo millennio.

 

 

9 GIUGNO

Se il venerdì è stata una giornata di clubbing, il sabato si presenta come un evento decisamente sovraffollato. Ci pensano subito gli Afrika Bambaataa a scaldare il pubblico della Cavea con un pirotecnico set electrofunky ed hip hop, tra improbabili versioni di Andamento Lento di Tullio de Piscopo e remix più celebrativi. Si percepisce subito che la maggior parte del pubblico del MIT è venuto per ballare la musica e non tanto per ascoltarla.
Squarepusher Ed è davvero impossibile rimanere impassibili di fronte ad una musica che ti costringe al movimento. Un breve intervallo consente a Squarepusher di salire sul palco in uno dei momenti più attesi della due giorni. Il brano Dark Steering preso dall’ultimo lavoro “Ufabulum” aggredisce il pubblico con una serie di ruvidi schiaffoni mentre alle spalle del musicista gallese scorrono immagini geometriche in costante movimento. La ricchezza di suoni techno e drum’n’bass intrecciati a ad una quantità frenetica di led visuals rende il concerto davvero suggestivo. Forse il volume degli amplificatori non è adeguato (ma non dimentichiamo che ci troviamo comunque nel centro di Roma) e forse Ufabulum non è esattamente il miglior album di Squarepusher, ma l’evento che stiamo vivendo è uno di quelli che non si dimenticano facilmente.

 

Subito dopo James Blake ci propone un dj set ipnotico ma abbastanza noioso (aspettiamo di poter ascoltare un live vero e proprio) e di conseguenza ci avviamo verso la sala Sinopoli dove prendiamo atto del cambio d’orario tra Sebastien Tellier e Atlas Sound, che ci scombina letteralmente i piani, impedendoci di assistere al concerto di Rocketnumbernine a cui tenevamo particolarmente. La sala Sinopoli è completamente piena quando Bradford Cox, voce e chitarra dei Deerhunter, si presenta sul palco con il suo progetto solista denominato Atlas Sound. Bradford prende posto sulla sedia e inizia a suonare la sua chitarra, creando subito un’ atmosfera suggestiva. Le sonorità acustiche si mischiano a divagazioni psichedeliche, in trame sperimentali che svelano il lato più introspettivo del musicista statunitense. I brani acustici si arricchiscono progressivamente di un’ anima incorporea che trascina l’ascoltatore in un viaggio completamente irreale. Davvero un gran bel concerto, molto al di là delle iniziali aspettative. Decisamente unaAtlas Sound delle cose migliori di questa edizione 2012 del MIT.

 

Scendiamo le scale della sala Sinopoli per ritrovarci nel pieno del concerto dei Mouse on Mars, all’anagrafe Jan St Werner e Andi Toma accompagnati dal batterista e polistrumentista Dodo Nkishi. L’impatto sonoro è davvero devastante, con una miscela di kraut-rock e techno sparata con una potenza tale da costringere il pubblico ad un ballo forsennato. Certamente il concerto dei Mouse on Mars è stato l’evento più devastante e coinvolgente della serata. Ci avviciniamo agli amplificatori di destra e ci posizioniamo sul lato più strategico della sala per accorgerci di trovarci di fianco a Travis Stewart, alias Machinedrum, precursore delle sonorità IDM e glitch. Travis Stewart si prepara a prendere il posto dei MoM sul palco, mentre con grandi sorrisi si concede amabilmente alle foto-ricordo dei fan. Abbandonando il Foyer Sinopoli, attraversiamo il Foyer Petrassi in cui notiamo un Theo Parrish che fa ballare un pubblico eccitato ai ritmi della techno e dell’house d’annata.

 

Machine DrumSono quasi le due del mattino e dopo quasi sei ore di MIT, la stanchezza inizia a farsi sentire. Ma non riusciamo a rinunciare al concerto dei Brandt Brauer Frick. L’ensemble tedesca dimostra davvero di saperci fare, riuscendo a coinvolgere il pubblico con una mistura di jazz, techno e minimalismo alla Steve Reich, in uno dei concerti più interessanti ed intriganti della manifestazione. Ci avviciniamo al lato destro del palco per scattare alcune foto ed assistere così al concerto dei BBF in compagnia di Ghostpoet, cantante e produttore inglese, che aveva appena finito di suonare il suo set. Anche quest’anno il MIT ha dimostrato di essere uno degli eventi di musica elettronica più importanti del panorama nazionale e non solo. Un grande evento per una manifestazione davvero ben riuscita. Non ci resta pertanto che iniziare a fare il contro alla rovescia per l’edizione del MIT del 2013.

Felice Marotta

Fotografie di Felice Marotta, dall'alto in basso, n. 2: Com Truise, n.3: Squarepusher, n.4: Atlas, Sound, n.5: Machinedrum

 

Meet In Town


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