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28 gennaio 2012 ,

John Grant: ‘An unforgettable night’

13 Novembre 2011, Firenze, Sala Vanni


John Grant  l'ex leader dei meravigliosi e sottovalutati Czars dopo lo scioglimento della sua creatura aiutato dai compagni di palco e di etichetta, i Midlake, altra splendida realtà alternative, registra ed arrangia con loro il suo primo album da solista "Queen of Denmark" (2010). Se i suoi precedenti dischi erano tutti di ottima fattura, per questo suo esordio in solitario possiamo tranquillamente scomodare l'aggettivo capolavoro: personalmente lo ritengo l'Astral Weeks del decennio zero, un esagerazione forse ma anche una provocazione, per tutti quelli che continuano a fare di simili personaggi soltanto degli outsider, non mettendoli nella giusta luce. Dopo tre visite nella prima metà dell'anno il nostro si è fortunatamente ripresentato da noi per altre tre date di cui quella di Firenze era l'ultima, nella splendida cornice della Sala Vanni in Piazza del Carmine, praticamente una piccola sala con affreschi alle pareti, ricavata da una nicchia di un'antica chiesa della favolosa città d'arte. Grant a quanto pare predilige questi ambienti ecclesiastici ma dal suono avvolgente che ben si adattano alle sue song; anche a Bologna ad aprile si era esibito nella bella cornice della Chiesa di Sant'Ambrogio  a Villanova di Castenaso con una resa sonora davvero notevole. John, applauditissimo ancora prima di iniziare a cantare, si è presentato al pubblico vestito stile  frontman grunge di venti anni fa, jeans scuri, t-shirt sdrucita e cappellino di lana ben calzato in testa, fantastico! Accompagnato per lunga parte dell'esibizione da Chris Pemberton, un secondo pianista, ha eseguito nella perfetta acustica della location quasi tutto il repertorio della sua opera maestra. Dopo l'apertura riservata a due gustose anticipazioni del nuovo disco,  previsto per il 2012, nell'introdurre il terzo brano, la bellissima Sigourney Weaver, Grant stupiva i presenti raccontando con molta umiltà e schiettezza della sua difficile situazione di omosessuale in una piccola cittadina dei bigotti e reazionari stati uniti d'America, un solo episodio che valeva più di mille parole.

 

John ha introdotto una per una le canzoni, raccontandoci gustosi e divertenti aneddoti personali, poi seduto al maestoso Steinway grand piano ha stupito l'auditorium con le sue prodigiose composizioni e il suo inconfondibile e leggiadro stile vocale. "Queen of Denmark" è stato eseguito nella sua quasi totalità, sono rimaste fuori solo 3-4 cose, nel confronto disco esibizione live l'ex Czars ne è uscito alla grande, nessuna esitazione, niente che non fosse meno che perfetto, il pubblico ammaliato e rapito gli ha tributato applausi crescenti canzone  dopo canzone. Pochi i momenti dedicati alla sua vecchia band, Gatos da "Ugly people vs the beautiful people" (2001), Los e Little pink house da "Goodbye"  (2004), anche se appare evidente che questo per John è un capitolo chiuso come mi ha confessato nel backstage al termine dell'esibizione. Su tutte le 16 songs eseguite hanno svettato le meravigliose Marz  Sigourney Weaver, Where dreams go to die, It's easier, commovente e cantata a due voci, Tc and Honeybear e l'acclamatissima title track, ma in generale è davvero difficile trovare qualcosa meno che stupendo. Un cantante che sembra uscito dagli anni 60-70, si può inquadrare tranquillamente tra i vari losers, Jake Holmes, David Wiffen, Jackson C.Frank, Hoover e tutti quegli artisti che non hanno conosciuto la gloria che meritavano, la giusta platea; speriamo soltanto che per Grant il futuro sia più radioso e lastricato di gioia, la stessa gioia che ci ha regalato in questa serata da ricordare, una volta di più. Un ringraziamento particolare va ai ragazzi del Musicus Concentus di Firenze, in particolare al Direttore Artistico Giuseppe Vigna, senza di loro la notte di questa domenica non sarebbe stata così indimenticabile.

Ricardo Martillos

 

 

  Fotografie di Ricardo Martillos

 

 

La tracklist del live di John Grant,

 autografata al nostro Ricardo Martillos 

 

 1. You don't have to

 2. Vietnam

 3. Sigourney Weaver

 4. Where the dreams go to die

 5. Marz

 6. Chicken Bones

 7. It's easier

 8. Outer Space

 9. Tc and Honeybear

10.  Los

11. Drugs

12. Queen of Denmark

13. Fireflies

14. Caramel

15. Little Pink House

16. Jesus hates Faggots

 

 

John Grant 


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