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26 luglio 2012 , ,

BONNIE “PRINCE” BILLY

20 Luglio 2012, Torino, Molodiciotto


bonnie prince billy live torino 20 luglio 2012 molodiciottoCi sono artisti che, più che persone, sembrano storie in movimento. Poetry in motion. A uno come Will Oldham non riuscirai mai a stare dietro, ti perderai sempre qualche puntata. Anni fa lo scoprivi come Palace Music, poi diventava Palace Brothers (o viceversa), poi solo Palace poi però si inventava anche la figura di Bonnie “Prince” Billy, che sembrava un divertissement estemporaneo e invece col tempo è diventata l’identità preferita di quest’uomo dai mille volti musicali. Quello suo personale, invece è sempre lo stesso: pelata terrificante incorniciata dai cespugli di capelli stopposi, baffoni non curati, occhi truccati. Ho sempre avuto il sospetto che il buon Will abbia modellato volontariamente i propri tratti fisici per arrivare alla bruttezza assoluta, all’anti-fashion totale. Uno statement artistico, insomma. Perfettamente riuscito, tra l’altro. Sale sul palco del Molodiciotto, in una data torinese di cui erano a conoscenza forse ottanta persone scarse in città (tutte presenti, peccato che nel bar di fianco al campo da bocce vista Po dove si tiene l’esibizione ci sia almeno il triplo della gente a sfondarsi di mojito e Negroni) con una polo bianca stile Sergio Tacchini infilata nei pantaloni beige con cintura marrone. Sembra un assicuratore in vacanza al club Med nel 1984. Ehi, c’è qualche rockstar nelle vicinanze? No, eh? Lo accompagna una band competente (chitarra, basso, batteria, un tastierista preso benissimo e una vocalist d’appoggio - dall’aria invece parecchio scazzata - che a quanto pare ha una funzione puramente ornamentale) che tuttavia non si può proprio definire “brillante”.

 

Anche qui: personalmente ero rimasto al bellissimo disco acid-folk con gli scozzesi Trembling Bells, e intanto lui ti ha già piazzato un 10” per il Record Store Day, "Hummingbird", e un EP (“Now Here’s My Plan”) in cui rivisita in chiave decisamente country alcuni suoi vecchi brani.Tra questi c’è il cavallo di battaglia con cui attacca il concerto: una I See a Darkness a cui molti hanno appeso il cuore (magari nella versione di Johnny Cash), in questo caso riletta su tonalità campagnole al confine con il liscio – non scherzo - che riescono nell’impresa di imbruttire una canzone meravigliosa. È l’unico passo falso della serata, e fortunatamente il fatto che sia in apertura contribuisce a farlo dimenticare in fretta. Nell’orabonnie prince billy live torino molodiciotto 20 luglio 2012 successiva Bonnie e la sua band snocciolano una serie di brani – tra questi Beast For Thee, Quails and Dumplings, No Gold Digger e un altro classicone come Master & Everyone – ai quali tutto sommato la veste molto “roots” dona sfumature inedite. Ingobbito e un po’ impacciato con la sua chitarra (ma è una recita, ovviamente), Oldham non si dilunga troppo in ciance, al contrario di quel che accadde in un altro concerto torinese di qualche anno fa, quando ci rivelò di essere piemontese per un quarto avendo una nonna che di cognome fa Ferrero. Comunque non si risparmia, tornando anche per un paio di bis. Mentre me ne vado con in mano il 45 giri "The B SIdes For Time To Be Clear" acquistato al banchetto, penso che se non ci fosse uno così bisognerebbe inventarlo. Con tutti i suoi alias, naturalmente.

 

Carlo Bordone

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