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24 febbraio 2012

Pane

Intervista a Claudio Orlandi


Dopo un album omonimo autoprodotto pubblicato nel 2003, e "Tutta la dolcezza ai vermi" del 2008, il 2011 ha visto la formazione romana dei Pane pubblicare "Orsa Maggiore", quello che per il momento è l'album della maturità, che segna un ulteriore passo avanti nella ricerca di uno stile alquanto personale, caratterizzato  da riferimenti poetici, romanzeschi e musicali.  Cerchiamo di conoscere  meglio il progetto Pane e uno dei suoi componenti, Claudio Orlandi, voce ed autore dei testi della formazione.

 

 

 

 

Michele Passavanti: Come e quando nasce il progetto Pane?

Claudio Orlandi (PANE)  Nei primi anni Novanta io e Maurizio Polsinelli (pianoforte) ci siamo incontrati e abbiamo inaugurato una forte amicizia musicale, successivamente con Vito Andrea Arcomano (chitarra) il gruppo ha preso una forma più definita e abbiamo iniziato a delineare i primi tratti distintivi del Pane: l’acustica, la centralità e il potenziale evocativo della parola, la musica come spazio scenico e sonoro ecc.. Con l’entrata nel gruppo prima di Claudio Madaudo (flauto traverso) poi di Ivan Macera (batteria) quei tratti hanno trovato modo di esaltarsi creando a loro volta nuovi possibili sviluppi per la musicalità del gruppo.

 

Una delle cose che spesso mi incuriosisce di una band è il nome. Il vostro come l'avete scelto?

E’ un nome nato per “gioco” tra me (C.O.) e Maurizio nei primi anni ’90, che poi ha preso sempre più corpo fino ad imporsi in tutta la sua valenza simbolica.

 

In molti sintetizzano il genere dei Pane come Progressive. Quanto veramente vi sentite vicini a quell'epoca e quali artisti hanno influenzato il vostro sound?

Fondamentalmente non c'è da parte nostra la volontà di essere una band progressive. Certamente nel nostro repertorio si ritrovano passaggi prog, ma allo stesso modo c’è il cosiddetto Teatro-canzone, la canzone d’autore vera e propria, il jazz-folk, pillole psichedeliche ecc. Probabilmente l'affinità che può trovare l'ascoltatore con i classici del progressive italiano dipende da comuni punti di partenza, la ricerca e le influenze di musica classica, jazz, sonorità medio orientali, il testo come impegno, lirica, e quindi poesia. La presenza poi del flauto traverso può indurre in tentazione. Il  nostro approccio è fondamentalmente istintivo, libero e visionario. L’unico vincolo che ci riconosciamo, per il momento è l’uso di strumentazione acustica, e forse anche questo ci discosta da alcune correnti sonore tipiche del momento.

 

Tra le cose che più odio in ambito musicale sono le etichette. Etichettare il suono di una band è un po' come intrappolarla in degli schemi ben precisi. In questo senso ciò che ho più apprezzato nella vostra musica è una sorta di volontà di tenervene lontani.  Penso che elementi come quello della poesia, ad esempio,  vi offra  la possibilità di andare oltre la musica 

Il Pane vive di parole, ma in un epoca che registra – a mio avviso - una crisi della parola, nel suo senso più alto, solo la poesia è in grado di proteggere e donarci parole degne, significati, punti di osservazione ancora vivi e inesplorati. Con questo non so se la poesia ci offra la possibilità di andare oltre la musica, anche perché a noi interessa presentare e suonare musica di valore, certo la poesia è un linguaggio che ci aiuta ad interpretare la realtà di ogni giorno.

 

Il nuovo lavoro suona un po' come il seguito di  "Tutta la Dolcezza ai vermi”. Cosa divide e unisce i due album?

Partiamo da una premessa: "Orsa Maggiore" è strettamente legato al lavoro precedente, "Tutta la dolcezza ai vermi", che con il disco d’esordio "Pane" del 2003 rappresentano una sorta di trilogia camminata e riflessa. Nel 2003 ci siamo osservati come gruppo di amici, ragazzi in attività musicale. Anche se avevamo dietro già diversi anni di prove era la prima volta che ci confrontavamo con uno studio di registrazione e con noi stessi alla prova della registrazione. Ci siamo riconosciuti in quel primo disco. In Tutta la dolcezza ai vermi, l'osservazione – l'intenzione - è rivolta al basso, alla terra, alla rigenerazione che segue ogni compiersi di ciclo naturale. La dolcezza ai vermi non è una dichiarazione pessimista verso le possibilità dell'uomo, come potrebbe essere colto ad una prima lettura, al contrario, vuole essere un atto forte di fiducia rivolto al prodotto di ogni rinascita, cioè al nuovo. L'osservazione (Galileo non è trafugato per caso...) del nuovo, questa dovrebbe essere la traduzione de “Tutta la dolcezza ai vermi”. Dopo il risorgimento, serve una direzione, un'Idea (cui da sempre la costellazione dell'Orsa Maggiore è associata). L'idea da seguire, sempre presente, così come sempre presente è l'Orsa nel nostro emisfero. Insomma, un invito ad alzare la testa, nel senso politico, civile e comunque nel senso che ognuno desidera assegnarvi.

 

In "Tutta La Dolcezza Ai Vermi" la musica sembra quasi fare da accompagnamento ai tuoi testi mentre in "Orsa Maggiore" musica e testi camminano di pari passo ed hanno la stessa importanza. E' una mia impressione o nell' ultimo album esiste una maggior musicalità rispetto al precedente?

Dopo Pane e Tutta la dolcezza ai vermi ci siamo resi conto che i nostri lavori in studio erano decisamente distanti da quello che riuscivamo ad esprimere dal vivo in termini di dinamicità ed energia sonora, così abbiamo voluto che l’Orsa Maggiore avesse più corpo sonoro, il più vicino possibile all’esperienza dal vivo. Non è stato possibile registrare un vero e proprio disco live, come avremmo voluto, ma crediamo che il risultato ottenuto sia molto soddisfacente, un ottimo punto d’incontro tra suono dal vivo e lavoro in studio.

 

In "Orsa Maggiore" tre dei nove brani sono riadattamenti di testi poetici: Cavallo (Item  di Victor Cavallo) la title track (La Nostra Marcia di Vladimir Majakovskij) e Samaria  (Lamento del Viaggiatore di Gesualdo Bufalino). Quanta influenza ha sulla vostra musica la poesia?

Come accennato in precedenza la poesia è una possibilità importante per vivere e guardare con occhi accesi il nostro tempo. Personalmente sono un lettore di poesia e mi interessa molto la poesia italiana contemporanea, penso ad autori poco conosciuti come Florinda Fusco – della quale abbiamo musicato un testo presente su una raccolta titolata "Corde e martello" – Fabio Orecchini – su un testo del quale stiamo lavorando in questi mesi - ma anche ad Ivan Schiavone, Maria Grazia Calandrone, Massimo Sannelli, alcuni grandi autori non più tra di noi come Giuliano Mesa e Luigi Di Ruscio. In "Tutta la dolcezza ai vermi" il brano Distanza Amorosa è un testo straordinario di Antonio Porta, così come Voronez è un testo di Osip Mandelstam. Questo per dire che la poesia ha un ruolo centrale nel nostro lavoro, che ci piacerebbe possa essere anche uno stimolo per la scoperta di nuovi autori.

 

Aprendo il libretto di "Orsa maggiore" la prima cosa che si legge è un' affermazione di Galileo Galilei : ‘Io credo che con qualche esempio più chiaramente spiegherò il mio concetto’. Perche avete scelto questa frase?  Cosa significa per voi?

Ci sono due livelli di lettura: una prima cosa è legata al fatto che evitando etichettature e forme preconcette la frase ci invita ad ascoltare gli “esempi” musicali, i brani contenuti nel disco, che meglio di ogni altra cosa possono spiegare i Pane. Poi c’è un rapporto con “Tutta la dolcezza ai vermi” il libretto del quale si apre con una frase di Lucrezio dal De rerum natura, 'Dunque ogni cosa visibile non perisce del tutto, poiché una cosa dall’altra la natura ricrea'. Dunque un passaggio temporale importante sulla via della conoscenza umana. Ad ognuno la possibilità di ricostruire connessioni e rapporti.

 

Quali sono i vostri ascolti più frequenti e quali sono i prossimi progetti dei Pane?

Ascoltiamo un po’ di tutto, essendo in cinque sarebbe difficile elencare le varie fonti di ognuno. Il nostro progetto è poter continuare a suonare ampliando le nostre conoscenze e capacità musicali e vocali.  Grazie a te e a DISTORSIONI  per l’ascolto del disco e per lo spazio che ci dedicate. Ricordo che è possibile scaricare gratuitamente "Pane" (2003) dal nostro sito Progetto Pane mentre Tutta La Dolcezza ai Vermi e Orsa Maggiore sono disponibili in tutti gli store digitali grazie alla collaborazione con NewModelLabel di Govind Khurana. Un augurio a tutti di felice e sereno 2012 e buona musica a tutti!  Baci di Pane

Michele Passavanti

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