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8 febbraio 2012 ,

MOSTRE – L’arte visionaria del Professor Bad Trip

17 dicembre 2011 – 10 febbraio 2012, Galo Art Gallery, Torino


E' stata un grande successo di pubblico la mostra che la Galo Art Gallery di Torino ha dedicato a Professor Bad Trip, alias Gianluca Lerici, classe 1963, il disegnatore e fumettista underground spezzino scomparso prematuramente nel 2006 per un infarto. La mostra chiuderà i battenti il 10 febbraio prossimo ma le opere esposte resteranno ancora nei magazzini per un mesetto dopo la chiusura – assicurano i responsabili della galleria – e sarà possibile ancora acquistarle. Difatti, trattandosi di una galleria privata, la mostra è finalizzata alla vendita della trentina circa di opere esposte, ma naturalmente l'accesso è libero e l'evento ci offre l'occasione per ripercorrere brevemente la vita e la carriera dell'artista visionario e geniale, tra i maggiori esponenti della controcultura italiana e molto legato al mondo del rock. La sua carriera professionale inizia infatti negli ambienti punk di La Spezia, dove comincia a disegnare magliette, volantini e fanzine, ma dove suona anche, negli anni '80, con un suo gruppo, gli Holocaust.

 

Nel frattempo, concluso il liceo artistico a Carrara, si iscrive all'Accademia di Belle Arti dove si diplomerà in scultura nel 1988. Negli anni '80 intensifica la sua attività artistica che diffonde nel circuito della mail art, collaborando con diverse riviste (tra cui “Frigidaire” e “Decoder”), incidendo xilografie e producendo serigrafie, e disegnando alcune copertine di dischi, tra i quali la stampa su Manic Depression Records del live “The Winterland Days” di Jimi Hendrix nel 1989 e la copertina dell'album “Umbilicus” dei torinesi Double Deck 5 (Cobra Records) nel 1988. Presto anche la cultura ufficiale si accorge di lui e comincia la sua collaborazione con diverse case editrici, con le quali pubblica disegni e fumetti. Per la Shake Edizioni cura una versione a fumetti di “Il pasto nudo” di William Burroughs (che poi sarà incluso anche nel volume che lo stesso editore gli dedicherà dopo la morte) e alcune copertine per i libri Mondadori, tra cui quelle dei romanzi di Nicolò Ammaniti. A inizio anni '90 si concentra sulla pittura e inizia a esporre in spazi pubblici importanti, quali la Triennale di Milano. 

 

Ma la sua arte si è espressa ai massimi livelli a 360 gradi, con ogni tecnica, china, pittura, incisione, fumetto, collage, design di oggetti, e su ogni superficie, carta, tessuto, legno, metallo, su muri e altri oggetti di uso quotidiano come magliette, borse, elettrodomestici.  Nella sua opera, considerata manifesto della cultura cyberpunk, prendono posto creature e situazioni allucinate e fantastiche che attingono a varie fonti, dalla figurazione tribale all'immaginario fantascientifico, per rappresentare le inquietudini della contemporaneità, filtrate attraverso la lente delle sue visioni oniriche e surreali, e spesso caricate di una dissacrante ironia. Immagini forti, a volte provocatorie, estreme, che non lasciano certo indifferenti. E lo scopo sembra essere, più che suggellare la tendenza cyber, proprio quello di scuotere le menti soffocate dai media e in particolare dalla nascente diffusione, in quegli anni, del computer. 

 

La sua opera è, inoltre, molto vicina alla cultura psichedelica, sia per l'uso dei colori accessi sia per i temi di molte creazioni, e naturalmente anche a quella musicale rock e punk, poiché Gianluca Lerici era un musicista e anche un appassionato collezionista di dischi. Nella mostra torinese tra le opere esposte, oltre a diversi manifestini di concerti, vi è la bellissima serigrafia “Guitarist”, ispirata a Johnny Ramone, chitarrista dei Ramones, una band che Bad Trip amava molto. Diversi anche i suoi punti di riferimento letterari, primo fra tutti Burroughs appunto, poi Philip Dick, J.G. Ballard e tutti quegli scrittori legati al genere fantascientifico. Un caleidoscopio di riferimenti a stimolare la creatività di un artista davvero unico nel panorama italiano. Come ultima iniziativa, prima della sua scomparsa Bad Trip aveva avviato un laboratorio di creazione nei pressi della sua città che tra l'altro pubblicava la fanzine “L'isola del Professore”.

 

Rossana Morriello
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