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13 Novembre 2019

Spheric Music: Lambert Ringlage-Rudolf Heimann-Robert Schroeder Suoni E Vedute Del Giardino Ipnotico

2019 - Spheric Music

Sono passati sei anni, ormai, da quando ci siamo occupati, su apposito invito mirato a Distorsioni, della meritoria etichetta discografica “Spheric Music”, di Essen, Dortmund, diretta ottimamente dal patron e compositore Lambert Ringlage.

Un progetto che cura da oltre un ventennio un sontuoso catalogo di musica elettronica, Tangerine Dream oriented, che della lezione decisiva di certa produzione classica di matrice teutonica, Klaus Schulze, Edgar Froese e dintorni, ha fatto nei lustri il suo stigma programmatico ed editoriale. Ci occupammo nello specifico, in illo tempore, di talune uscite discografiche di artisti di rimarchevole livello, quali: Bertrand Loreau, francese, autore del notevole album “Nostalgic Steps”, del 2013, nel quale una certa concezione diremmo romantica della musica elettronica conviveva con pulsioni tipiche del futuro, declinato in chiave di ‘medioevo prossimo venturo’, con tutto il carico di incubi metropolitani e visioni distopiche della realtà che vi erano connessi; Robert Schroeder, musicista e compositore berlinese di grande personalità, che col suo “Ferro Oxid”, 2012, mutuando e rivisitando in chiave assolutamente originale il retaggio artistico-concettuale dei grandi Tangerine Dream, dava vita a suggestioni tecnotroniche di eccelso livello; Lambert Ringlage, col suo progetto denominato Hypnosphere battezzava l’album “Magnetism”, 2007, insieme al sodale Wolfgang Barkowski, una lunga suite per strumentazione elettronica divisa in otto frammenti, in cui rimontava dalle arcane profondità del concetto di suono una linea musicale simile a un mantra inesauribile. Ebbene, dopo un periodo nel quale s’erano perse le tracce della suddetta label germanica, ecco che ci ritroviamo a commentare, non senza una punta d’orgoglio, la ritrovata vena discografica di Lambert & Company. Nella forma tangibile di tre Cd: una ristampa di un album dello stesso Ringlage uscito nel 1995, e ora rimasterizzato, “Dimensions Of Dreams”, dieci segmenti di grande e meditativa musica elettronica, sulla scia dei maestri Corrieri Cosmici, con brani quali Trance Journey, oltre tredici minuti di cavalcata elettronica nelle lande desertiche della mente, o Immersion, una discesa nelle plaghe equoree del suono ‘kraut’ più spiccato. O, ancora, Translook, un viaggio siderale verso le costellazioni dell’animo umano dominato dalle macchine. E, ancora, Train Of Impressions, che riprende la tematica del viaggio, stavolta utilizzando il ritmo di un treno lanciato in quieta corsa verso il nulla (come non pensare al seminale “Trans Europe Express” dei favolosi Kraftwerk?).

L’altro Cd in esame è quello di Rudolf Heimann, “Die Unendlichkeit Augenblicks”, del 2019, dove la configurazione di scenari sul limitare di apocalissi di là da venire cede il posto a sonorità contrassegnate da morbide spire elettroniche, con l’utilizzo anche di strumenti acustici quali il violino, il violoncello, e accompagnate, in una sorta di basso continuo della dimenticanza dei mali del mondo, da tocchi d’organo bachiano. Brani splendidi, quali “Ad Infinitum”, con superbi inserti corali tra una nota e l’altra, o Monolith dove una chitarra quasi floydiana fa da cornice a una soffice spuma sonora di matrice elettronica; o, ancora, la prodigiosa e sterminata Rede Des Toten Christus Vom Weltgebaüde Herab, Dass Kein Gott Sei”, una nenia di mistica elettronica di ben trentadue minuti, tra suoni di campane, voci litanianti, organo in sottofondo, in una sorta di preghiera per voce e strumentazione elettronica che rapisce la mente.

A conclusione del trittico musicale targato Spheric Music, l’ultimo album del grande e più volte citato Robert Schroeder, insieme a Ringlage il più prestigioso musicista in quota alla label tedesca. Nel 2019 è uscito “Fata Morgana”, un album dall’impronta marcatamente cosmica, a partire dall’inaugurale Binary Streams, dove si prefigura un paesaggio sonoro spaziale, con cieli color ocra e viola solcati da astronavi di passaggio e dirette verso ignote destinazioni. Trascorrendo per le lande immaginarie di Virtual Traps, l’avioggetto di Scroeder approda negli inquietanti territori di Cybercrime, su una linea di confine neurale dove il confine tra l’essere e il non essere si confonde, fino a sfumare del tutto. Rasoiate di lucido metallo elettronico sconvolgono la calma atmosfera dei pianeti, mentre fantasmi provenuti da pericolosi angoli del cyberspazio si mostrano nella loro parvenza di demoni dell’inconscio. Altre tracce che rilevano particolarmente sono: Dangerous Clicks, sentiero sonoro alquanto sperimentale, degno di far da colonna sonora allo sbarco su pianeti sconosciuti di stuoli di esseri mutanti, e The Berlin Code che si apre con un inquietante profilo vocale di origine gregoriana, per poi distendersi nel consueto e brillante canone della scuola berlinese, ebbro di geometriche modanature sonore e simmetrie elettroniche di estremo pregio.

Ci si augura che la Spheric Music continui a regalare ancora a lungo perle di tale livello. Nel frattempo, gli alieni che, sorpresi dalle fiamme devastatrici delle galassie, attraversano i giardini spazio-temporali dei nostri sogni, ringraziano.

Rocco Sapuppo

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