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10 gennaio 2012

John Zorn -Parte Prima: il lato oscuro

Naked City, Painkiller

2012

 I musicisti si dividono in due grandi categorie, chi fa musica e chi crea la musica e John Zorn sicuramente ne rappresenta degnamente la seconda. Egli é un alchimista folle, profondo conoscitore della "materia musicale" e in quanto tale capace di destrutturarla, romperne i legami e ricomporli in una nuova materia. Quando si ascolta un nuovo album di Zorn, non si sa mai cosa aspettarsi e verrà spontaneo chiedervi quanto sia necessario rappresentare sempre e comunque la musica con definizioni più o meno azzeccate, più utili spesso agli addetti ai lavori che agli stessi artisti. John Zorn é un compositore, jazzista, sperimentatore, ma è anche un rocker estremo e sono proprio queste contraddizioni e la sua capacità di scambiare e mischiare la sintassi dei vari generi musicali che lo rendono particolarmente interessante come artista, meritando tutta la nostra attenzione. Nella sua carriera ha collaborato con una miriade di grandi artisti e ha sperimentato e reinterpretato tutti i generi musicali dello scibile umano. Dagli anni ‘70 ad oggi ha prodotto circa 100 dischi, qualcuno di ottima fattura, altri deludenti, alcuni trauma per l'orecchio e per la mente, altri capaci di elevare l'anima. Zorn, ripudia le regole dello spartito e fin dagli arbori era chiara la sua attitudine sovversiva. Resosi celebre per i tentativi di suonare i pezzi di Charlie Parker all’indietro, Zorn é  da sempre ossessionato dall’assurdo tentativo di unire in un collage deviato il Jazz con la musica classica e il trash-punk e nella ricerca di un loro punto di equilibrio. Questa retrospettiva non é assolutamente onnicomprensiva dell'immensa produzione dell'artista, intende esplorarne essenzialmente  la  'dark side', ed il suo cotè più iconoclasta: saranno quindi presi in esame i dischi incisi con i Naked City ed i Painkiller. Le altre sfaccettature della sua intensa carriera saranno affrontate in un prossimo articolo.

 

Naked City
Nel 1988, con già all’attivo una decina di lavori, Zorn crea i Naked City, band attiva fino al 1993, composta appunto da John Zorn (alto sax), Fred Frith (basso), Bill Frisell (chitarra) Joey Baron (batteria) Wayne Horvitz (keyboards) e Yamasuka eye (voce). E’ stato un esperimento estremo e audace, in cui è stato esplorata e stravolta la semantica della musica contemporanea. I temi che alimentano la “Città Nuda” sono quelli che maggiormente affascinano come il sesso, l’amore e la morte, rappresentati al meglio nella cultura nipponica da cui egli stesso  è stato folgorato. Nel 1989 escono due album, "Torture Garden"  i cui brani ritroveremo nuovamente in "Gran Guignol" e l'omonimo "Naked City"  capolavoro in cui si sprecano i riferimenti alla musica da film come Batman, The James Bond Theme,  la sublime The Sicilian Clan omaggio al grande Ennio Morricone di cui Jonh Zorn é un grande ammiratore (gli dedicherà un disco nel 1986, "The Big Gundown", Nonesuch) o A Shot in the Dark omaggio a Henry Mancini.  Naked City  è un lavoro sicuramente basato sull’impatto frontale della voce di Yamasuka Eye e del sax di Zorn, supportati da una struttura ritmica Grind-Core, ma non dalle sonorità, difatti questo lavoro non rappresenta ancora l’apice dell’estremismo Zorniano. L’album è un continuo alternarsi tra momenti di musica colta e rilassante e momenti di pura aggressione sonora, il tutto eseguito e miscelato con grande maestria. In Latin Quarter emergono, il jazz, il blues, e la musica folk, Reanimator è uno shock Jazz-Core rumorista con finale d’atmosfera. Incredibili sono Snagglepuss, Hammerhead (8”), Obeah Man, Fuck the Facts (11”) e Chinatown che probabilmente rappresenta il momento più interessante dell’album, sembra quasi un intervallo necessario per riprendersi dall’aggressione subita a colpi del sassofono di Zorn, per poi tornare nuovamente a subire le sue aggressioni sonore con Punk China Doll e Ny Flap Top Box  (43”) fino a Inside Straight  che chiuderà l’album. Nel 1992 uscirà "Grand Guignol", ispirato all'omonimo teatro degli orrori francese dei primi del '900, in cui ritroviamo arrangiamenti di pezzi classici incastonati fra brevi schegge impazzite Jazz-Core. L’album concettualmente è diviso in due parti: la prima parte fino alla traccia 8 in cui si alternano ambientazioni Jazz-Dark-Ambient in un viaggio immaginario nelle oscure pulsioni della mente umana, tra tortura, sangue, follia, mutilazione e morte. La seconda parte dalla traccia 9 alla 41 è isteria schizoide Jazz-Core in cui si riprendono le sonorità già ascoltate in Naked City, ma più trash punk ed estreme. L'ascolto di questo album potrebbe essere per qualcuno un’esperienza traumatica:  brevi e furibondi attacchi sonici in cui si succedono brutalmente una miscellanea dei generi più vari e in cui si alternano improbabili costruzioni sonore che spaziano dal jazz al grindcore, dal fusion al country, swing, dark, ambient, il tutto coadiuvato dal “Kamikaze” dei Boredoms Yamasuka Eye, alle prese con esasperate rappresentazioni vocali dada-minimal-visceral-brutiste. Zorn vomita addosso all'ascoltatore una massa informe di suoni, intervallati da micro passaggi grind-core e swing che fanno da ponte tra i generi. Ascoltate Bonehead  e vi farete un’idea:  per la sua ferocia questo brano è stato anche utilizzato nel truculento “Funny Games”  del 1997. “Gran Guignol” rappresenta la pornografia della musica, brani quasi anonimi che singolarmente non raccontano nulla, se non la musica stessa, e che assumono un senso solo dopo averli ascoltati nel loro complesso, sempre che ci si riesca. Nel 1992 uscirà “Heretic”, 56 minuti di improvvisazione in chiave sadomasochista, utilizzato anche come colonna sonora per un film sado-porno giapponese. Sex Games, Cataboms, My Master My Slave, Dominatrix 5B e Copraphagist Rituals sono i titoli abbastanza espliciti di alcune tracce dell’album. "Absinthe" del 1993 rappresenta l’approccio di Zorn alla musica ambient ispirato ai poeti decadenti Charles Baudelaire e Paul Verlaine e al compositore italiano Giacinto Scelsi. Il 1993 sarà anche l’anno in cui l’esperimento dei Naked City terminerà definitivamente.

 

Painkiller

Se i Naked City vi possono sembrare estremi allora vuol dire che non avete mai ascoltato i Painkiller:  il trio con Zorn, Bill laswell, Mick Harris (Napalm death e Scorn) si cimenta  in sessioni di pura improvvisazione jazz/Grindcore/rumorista, suoni più estremi di questi non sono facili da trovare. I Painkiller sono aggressione fisica, anche le tematiche trattate diventano più violente e truculente,  ben rappresentate dalle copertine dei loro dischi con immagini di morte, dissezione, tortura e di assassini seriali con la loro disperata richiesta di aiuto: 'for Heaven's / sake catch me / Before i kill more / I cannot control myself' (da Buried Secrets).  "Guts of a Virgin", uscito nel 1991 per  la Earache, rappresenta la colonna sonora dell'apocalisse;  si ricorda anche perché è stato censurato sul mercato Britannico per la copertina in cui è rappresentata il corpo dissezionato di una donna (forse la Regina Elisabetta). Il primo brano Scud Attack si apre con l’urlo straziato di Yamasuka Eye: 'What have you done to me? Oh my God!' e mette subito in chiaro che non avrete  scampo e che sarete braccati dai tre fino a Devil’s Eye che letteralmente vi annienterà. Nel 1992 esce "Buried Secrets", che vede anche la partecipazione di Justin Broadrick dei Godflesh. L’album è più decadente, claustrofobico ed opprimente del precedente, ma più musicale, probabilmente l’influenza di Broadrick e dei Godflesh si fa sentire,  Blackhole Dub, Black Chamber,  Buried secrets e The Toll ne sono degli esempi. L’uomo è da sempre affascinato ed ossessionato dai propri Tabù e dalle proprie fobie. Queste pulsioni risiedono nel nostro subconscio e ci accomunano, ma solo attraverso un trauma violento è possibile farle riemergere ricordandoci che sono state lì assopite per tutto il tempo. Questo è il senso profondo del lavoro di Zorn con i Naked City e i Painkiller. Zorn nella sua carriera musicale ha esplorato anche i meandri del satanismo e dell’occultismo:   "IAO",  uscito nel 2003, si ispira al mago Aleister Crowley. Il brano Invocation  riproduce in particolare l'atmosfera di una inquietante seduta spiritica, Lucifer Rising abbastanza esplicita nel titolo è un inquietante inno a Lucifero sussurrato da un coro femminile satanico e sensuale. Sacred Rites of the Left Hand Path rappresenta il brano più interessante di tutto l’album, ipnotico, opprimente e tenebroso con le sue tastiere lente sullo sfondo e cenni di un piano elettrico in un alternarsi macabro di assoli noir.

 

John Zorn non è solo sperimentazione ed estremismo musicale, nella sua carriera ha prodotto anche lavori molto interessanti, piccoli diamanti incastonati nel Jazz come “Voodoo” (1986), “Spy vs Spy” (1989), tributo ad Ornette Coleman, “News for Lulù” (1988) e “More News for Lulù” (1992), dove Zorn interpreta Kenny Dorham, Sonny Clark, Freddie Redd, e Hank Mobley, “Spillane” (1987), tutta la serie dei 14 “FilmWorks” (dal 1997 al 2010), la “Music Romance Series” (dal 1998 al 2002), i “Books of Angels” (dal 2005 al 2011) e i progetti dei "Game Pieces" (dal 1997 al 2009) e "Masada" (dal 1994 al 2005) vere e proprie opere d’arte, momenti di eccellenza jazzistica e compositiva, sino al recente  ottimo  “At the Gates of Paradise”  (2011).  Chiuderò con una citazione: “Le regole sono ciò che gli artisti rompono; ciò che è memorabile non è mai nato da una formula.”  (Bill Bernbach)

 

Naked City Discography # Consigliato da DISTORSIONI

# Naked City (1989)

# Torture Garden] (1990)

# Grand Guignol (1992)

Leng Tch'e (1992)

# Heretic (1992)

Radio (1993)

Absinthe (1993)

# Black Box (1996, contiene gli album Torture Garden e Leng Tch'e) 2xCD

Naked City Live, Vol. 1: Knitting Factory 1989 (2002)

# Naked City Box Set (2005)

Painkiller Discography
# Guts Of A Virgin (1991) EP
# Buried Secrets (1992) EP
# Rituals: Live in Japan (1993)
Execution Ground (1994)
# Collected Works (1997, contiene Guts of a Virgin, Buried Secrets, Execution Ground, Live in Osaka e bonus material) 4CD
# Guts Of A Virgin/Buried Secrets (1998, Raccolta dei due primi album)
Talisman: Live in Nagoya (2002) 50th Birthday Celebration Volume Twelve (2005)

 

Ivan Tarricone
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