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29 Ottobre 2019

Crumb Jinx

2019 - Crumb Records

Jinx” (Jettatore) è il titolo del primo LP autoprodotto dei Crumb, un mini LP potremmo dire, dato che dura solo circa 27 minuti. Negli anni scorsi è stato preceduto da altri sette brani pubblicati prima su cassette e poi su un EP da questi quattro ragazzi amanti della tecnologia rétro. Componenti del gruppo, formatosi all'università di Boston per poi trasferirsi a New York, sono Lila Ramani, voce, chitarra e autrice delle canzoni, Brian Aronow, tastiere e sax, Jesse Brotter basso e Jonathan Gilad batteria. La loro musica piacerà a chi amava la New Wave, specie quella più misteriosa e femminea, di Young Marble Giants, Raincoats, Pink Industry, e quella sua propaggine che la stampa musicale inglese chiamò post-rock, Stereolab (a cui hanno fatto orgogliosamente da supporter), Pram, Moonshake, anche se loro citano come massima passione il pop brasiliano degli anni '60/'70, Artur Verocai in testa. La ricetta è quella dei gruppi appena citati: una voce femminile adolescenziale, magari un po' monocorde ma affascinante; chitarre e tastiere pizzicate in punta di dita; batteria semplice e ossessiva. Fin dalle prime note dell'iniziale Cracking il gruppo mostra la propria cifra stilistica, un pop obliquo, dai ritmi sghembi, che sembra persino fuori fase, ma ha un fascino avvolgente, un po' antiquato e un po' avveniristico (era forse questo che intendeva Simon Reynolds quando coniò la famigerata definizione post-rock?). La successiva Nina, scelta come singolo, continua sulla falsariga, girando attorno a sonorità appena accennate, giri di chitarra e tastiera assolutamente minimali e un soffice tempo di batteria che stuzzicherà chi amò Jaki Liebezeit. I ritmi sono sempre piuttosto lenti, in Fall Down e Part 3 accelerano un poco, la volontà di creare atmosfera però prevale sempre. Questo primo LP mostra un maggiore ricerca della sofisticatezza, laddove i primi EP "Crumb" e "Locket" erano più immediati (in Vinta troviamo addirittura l'assolone di chitarra), più vicini a certa New Wave minimalista, ma fin dagli esordi il quartetto americano ha mostrato di avere le idee chiare sulla strada da seguire e una certa qualità compositiva. I Crumb non ci regalano nulla di sconvolgente, non riscrivono la storia del rock (dubito che qualcuno possa farcela a quasi settant'anni dagli esordi del genere), ma per chi ama il pop fuori dagli schemi dischi così sono una boccata di aria fresca.

Voto: 7/10
Alfredo Sgarlato

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