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15 marzo 2012

Walking The Cow

MONSTERS ARE EASY TO DRAW

21 Febbraio 2012 - White Birch Records

Un dolcissimo mostro ha disegnato uno schizzo d’uomo e attende trepidante sulla copertina di un disco un cenno di consenso o di disapprovazione. Sandy Danny accarezza e guida l’amabile voce di Michelle Davis in questo viaggio post-folk fra Pentangle e Fairport Convention in rotta di collisione con creature meticce a metà strada fra Can, Kings of Convenience e stille di Smiths. Firenze non dorme mai e se lo fa sogna e sogna in grande. Giochi dissonanti e armonie ammalianti. I suoni si inseguono divertiti e divertenti, ma chi insegue chi o cosa insegue cosa? Ė facile disegnare mostri. Jesus (buy some porn) vede John Renbourn danzare le note con John Foxx, tessendo ricami nell’ombra di una fulgida ispirazione. Firenze sogna e noi con lei. Il suono caleidoscopico dei Walking The Cow - ossia Michelle Davis (voce), Paolo Moretti (chitarre, basso,bouzuki, voce), Bardus (chitarre, mandolino, ukulele, bouzouki, tastiere e voce), Nico V. (tastiere varie, piano e digeridoo), Martino Lega (batteria, loop programming  e piano) - accarezza lieve e scivola agrodolce come una gita scolastica in acido, ti tiene per mano e ti rende inquieto, eccita e spiazza come il primo bacio o una qualsiasi prima volta fra estasi e attacchi di panico.  Nightknocking e Grandchildren are weird meritano l’alloro. Band di gran classe per menti pronte a un dolcissimo e dissolvente naufragio sensoriale. Bravi.

 

Maurizio Galasso

 

I fiorentini Walking The Cow sono un gruppo formatosi nel 2005, intorno alle figure e l'incontro di Martino e Paolo Moretti della fantomatica Pentolino's Orchestra con  Bardus e Nico Volvox dei Mirabilia. Prendono a prestito il loro nome da una delle stralunate ballads di uno dei tanti grandi outsiders degli eighties, Daniel Johnston, uno che aveva in odio l'intera industria discografica, e che pubblicava in cassette le sue pazzesche creazioni, in rigoroso stile lo-fi che più lo-fi non si poteva. Tornando ai nostri questi hanno al loro attivo numerose esperienze live di supporto ad alcuni dei migliori gruppi ed artisti underground europei e non, Motorpsycho, Bevis Frond, Simon House, Arab Strap e molti altri. Queste bands con le quali hanno avuto la fortuna di dividere il palco essendo di estrazione musicale differente hanno influenzato non poco i loro indirizzi musicali; il loro primo ep lontano ormai 5 anni, “Gengis Kahn vs Sarah Cat” (2007) anziché giovarsi di tante contaminazioni ne soffre terribilmente, risultando piuttosto incolore, con i nostri indecisi sulla strada da intraprendere ed una voce che, come tante  bands italiche che scelgono l'inglese come lingua cantata, lascia alquanto a desiderare, vanificando certe buone idee che affiorano in superficie.

 

Dopo un lungo oblio che sembra preludere all'ennesimo scioglimento, seguente alla solita indifferenza dei più, i Walking the cow riemergono dalla sonnacchiosa scena indie fiorentina con questo "Monsters Are Easy To Draw" che rappresenta un deciso passo in avanti nella loro evoluzione musicale. Gran parte del merito va alla nuova cantante, l'italo-americana Michelle Davis, una giovane ex conduttrice di  Novaradio, una delle migliori radio libere fiorentine, attiva ormai da diversi anni, e che qui se la cava alla grande considerando che si tratta per lei dell'esordio in assoluto. L'innesto di una voce solista finalmente all'altezza giova enormemente ai Walking the chow, e tutti i componenti sembrano beneficiarne, il livello compositivo è cresciuto in maniera proporzionale. Ora il suono è pesantemente sbilanciato verso un rock molto sixties style,  flower power e soft psichedelia dipendente. Davvero difficile separare qualcosa, apre la deliziosa Summer Dress, con quell'irresistibile ‘All day long’, e cori stile Frisco dell'età dell'oro, sulla stessa  falsariga pure Movin things, sognante con chitarre "scordate" quasi Mad River, e l'oltraggiosa Jesus (buy some porns), aperta da una bella acustica e macchiata da inserti noise; sul tutto svetta la magica voce di Michelle, davvero una splendida rivelazione.

 

Le due songs a seguire l'opener di cui sopra, Ducks & drakes e River P., sono quelle che più hanno rapito il mio  cuore di cultore di folk underground inglese, sembra per un attimo di riascoltare quelle perle oscure che si trovavano nei mercatini di Portobello Road e Camden Town, gemme di folk underground come Mourning Phase, Tudor Lodge e delizie simili. Un cenno doveroso anche alla ballatona molto Mark Lanegan, che dà il titolo al disco Monsters Are Easy To Draw affidata all'ugola di Paolo Moretti che sa la cava egregiamente.  Rorschach Hands - chissà se dedicata alla favolosa lead guitarist dei Cramps, Poison Ivy , o più probabilmente al fumetto omonimo, vista la passione di Moretti per il genere - è uno dei pezzi forti del pacchetto: la voce sembra provenire dagli oscuri Emtidi teutonici del capolavoro "Saat", con un organo ed un refrain irresisitibile, ‘when i was a little girl’

 

Da citare anche la breve Barry, con un finale incandescente, e Nightknocking, qualcosa di molto simile ad un outtake dei Velvet Underground,  o a quelle poche cose cantate da Maureen Tucker, After hours ma anche  I'm Sticking with You potrebbero rendere l'idea. Tutto quanto detto sopra non tragga in inganno il lettore, i Walking The Cow non fanno mero revivalismo fine a se stesso, hanno un loro stile che se ancora perfezionato può portarli alla parificazione con le nostre migliori formazioni, sempre restando per il momento in ambito underground. Come non menzionare infine l'intrepida e neonata White Birch records che ha avuto la fortuna e l'ardire di esordire con un disco di questa portata e valore, hats off ed alla prossima puntata.

 

Ricardo Martillos

 

Maurizio Galasso - Ricardo Martillos

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