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5 gennaio 2019 , ,

Gustavo

DISCHI VOLANTI PER IL GRAN FINALE

24 Aprile 2018 - I Make Records

615OGbJippL._SL1440_«Gustavo […] è un personaggio della fantasia, nato nel 1797, attorno a cui ruota tutto. Ma è anche un verbo: gustare, al passato», così si legge sulla pagina Facebook dedicato al progetto. Interessante da subito l’uso del registro linguistico per descrivere luccichii sonori instabili, tra un nome e un verbo, appunto.

Francesco Tedesco, già voce e chitarra dei Da’namaste, scrive, interpreta e produce i prolegomeni ad ogni futuro cantautorato. “Dischi Volanti per il Gran Finale” è pensato per essere il superamento (o liberazione si sarebbe detto tempo fa) del cantautorato ad opera dello stesso cantautorato. Tutto il disco (e il suo sostrato jazz) è una variazione di potenziale generata dal rimbalzo tra polarità ben riconoscibili, tra Gianmaria Testa e i Massimo Volume. Lo caratterizzano una raffinata scrittura  e la grande cura degli arrangiamenti, esaltati dalla fine eleganza di Aldo Canditone alla batteria, Antonio di Filippo al sax tenore e Gennaro Ferraro alla tromba; notevolissimi gli ultimi due nella grisaglia sonora di Le Labbra, nella quale si intrecciano magistralmente uno speciale uso della parechesi e scelte armoniche di dolorosa semplicità. La ricerca di armonie transmodali caratterizza quasi tutto l’afflato compositivo del disco che si esercita come un biografismo, Gustavo (1797 – μονογραφία), o una monografia, appunto. Unica nota stonata, quasi per eccesso di stilosa mano, I Fiorelli del Male in cui il riferimento baudelairiano è gettato a caso in pasto a un ritornello sciatto.

 

Luca Gori

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