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2 marzo 2012 ,

First Aid Kit

THE LION’S ROAR

2012 - Witchita Recordings
[Uscita: 24/01/2012]

# Consigliato da DISTORSIONI

 

Le due sorelline svedesi Johanna e Klara Soderberg con lo pseudonimo bizzarro di First Aid Kit hanno portato una bella ventata di aria fresca al fenomeno del folk e country revival, tanto in voga in questi ultimi anni in Usa più che in Inghilterra. Dopo il solito acerbo ep d'esordio ed un primo album di tutto rispetto "The big black and the blue" (2010) già splendido e maturo, le due fanciulle ci riprovano con questo "The Lion's roar". E mai titolo potrebbe essere più fuorviante, chiaro l'intento delle due di spiazzare l'ascoltatore, qui di ruggiti ce ne sono pochi, le magiche voci d'usignolo delle due sorelle dipingono e tratteggiano le splendide 11 composizioni di questo piccolo gioiellino.  Il disco, registrato a Omaha, Nebraska, è stato prodotto da Mike Mogis dei Bright Eyes che ha fatto proprio un ottimo lavoro, esaltando le voci senza appesantire il tutto con  inutili orpelli o arrangiamenti troppo moderni.

 

Ascoltando il disco appare difficile credere che sia un prodotto del nuovo secolo, troppe le similitudini con i grandi songwriters del passato, le leggende dell'american music che vengono qui ricordate:  Emmylou Harris  nella traccia Emmylou che contiene pure citazioni/tributo per grandi scomparsi quali  Gram Parsons e Johnny Cash, poi la Joni Mitchell di "Blue" e Neil Young in The hearts of men, mentre To a poet potrebbe essere dedicata a chissà quanti grandi artisti.  Meravigliosa l'apertura della title track The lion's roar:  si viene immediatamente rapiti dalla voci cristalline delle due Soderberg, reminiscenze di folk inglese dei seventies, di cantanti quali Barbara Dickson, Mandy Morton, Mary-Anne Paterson ed altre misconosciute leggende d'Albione. Nelle splendide I found a way, Dance to another tune, This old routine  le ragazze di Stoccolma danno il meglio di sé, con non poche similitudini vocali con i  Fleet Foxes, e senza necessariamente copiare il loro stile si possono considerare in un certo sensola versione al femminile del gruppo di Robin Pecknold e Skyler Skjelset.

 

E così mentre il sound è modellato su stilemi di altri lidi musicali, i testi parlano delle loro terra natia, di storie d'amore e delle fredde notti invernali svedesi, anche se in questo contesto non è propriamente quello che ci interessa maggiormente. I pezzi cantati a due voci sono quanto di meglio ascoltato da un bel pezzo a questa parte, ultimamente sono pochi i lavori che si avvicinano a questa purezza, a queste voci trasparenti e fresche  come acqua di sorgente. Da non dimenticare la giovane età delle due ragazze, 19 e 23 anni, il che fa intravvedere per loro un futuro radioso, sempre che non scendano a compromessi o si facciano ingannare da produttori in cerca di facili guadagni con conseguenti scadimenti artistici. "The Lion's roar"  è davvero un disco sorprendente, un bellissimo modo di iniziare alla grande questo  2012, una gradita conferma per queste due talentuose svedesi, in posa sixties nella splendida istantanea di copertina, un ideale riaggancio con la migliore epoca della musica rock di sempre.

 

Ricardo Martillos
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